Perché tornare in ufficio: progettare uno spazio che le persone scelgono

Nel dibattito tra smart working e lavoro in presenza, parliamo sempre più dell’ufficio come di un luogo capace di attrarre e trattenere le persone.

Gli anni della pandemia, tra le altre cose, hanno segnato una grande rivoluzione nel mondo del lavoro: il ripensamento degli spazi di lavoro, accompagnato dalla diffusione dello smart working e degli home office. Una pratica che si è diffusa a macchia d’olio, coinvolgendo sempre più aziende e lavoratori e influenzando inevitabilmente anche l’utilizzo delle sedi fisiche.

Molte aziende, infatti, hanno detto addio alle vecchie grandi sedi per scegliere spazi dalle dimensioni più contenute e più in linea con le esigenze del lavoro contemporaneo.

A oltre sei anni dalla pandemia, però, in molti casi si sta assistendo a un’inversione di tendenza: alcune aziende stanno richiamando i lavoratori in presenza per la maggior parte della settimana.

In che modo, allora, l’ufficio può diventare una calamita capace di attrarre nuovamente a sé i dipendenti?

Donna stanca e stressata dopo il lavoro a casa

Il lato oscuro dello smart working

Se la flessibilità offerta dal lavoro da remoto ha rappresentato uno dei principali vantaggi dello smart working, insieme all’abbattimento dei costi per gli spostamenti dal lato dei lavoratori e a quelli legati al mantenimento della sede dal lato dei datori di lavoro, oggi si sta assistendo, almeno in parte, a un fenomeno opposto.

Anni di smart working hanno portato alcune persone a sentirsi più isolate e disconnesse dalla realtà, in un mondo in cui trascorriamo già molto tempo in una dimensione virtuale tra smartphone, social network, televisione e altri dispositivi.

Il contatto umano, lo scambio di idee e il confronto tra colleghi sono alcuni degli aspetti che maggiormente vengono a mancare nel lavoro da remoto e che possono invece contribuire al benessere delle persone, oltre a favorire collaborazione e produttività.

Per questo, alcune aziende stanno riducendo i giorni di smart working a disposizione, con l’obiettivo di riportare i dipendenti in ufficio e recuperare una dimensione più umana del lavoro.

Ma chiedere semplicemente alle persone di tornare non è sufficiente. Se l’ufficio vuole tornare a essere un luogo scelto, deve cambiare insieme alle esigenze di chi lo vive.

Designer al lavoro sulla progettazione e organizzazione degli spazi interni

Come la progettazione dell’ufficio può influenzare il ritorno dei lavoratori

Gli uffici pre-pandemia non esistono più, così come sono cambiate le esigenze del mondo del lavoro. Il primo errore, quindi, sarebbe quello di affrontare la progettazione dell’ufficio sulla base del passato.

Oggi i lavoratori cercano spazi dinamici, capaci di tenere conto delle loro reali esigenze e aspirazioni, senza farli sentire in gabbia.

Anni di lavoro da remoto hanno fatto assaporare un senso di libertà che oggi deve essere ritrovato anche nell’ufficio. Ecco perché funzionano sempre meglio gli open space e gli spazi di coworking, dove la flessibilità diventa una caratteristica fondamentale.

Luoghi per stare insieme, ma anche per lasciare a ciascuno la libertà di organizzare la propria permanenza come preferisce: scrivanie condivise, sale per il brainstorming, aree dedicate alla collaborazione e spazi più riservati per le attività che richiedono concentrazione.

In questo contesto diventano molto importanti gli arredi riconfigurabili e le pareti divisorie manovrabili, che permettono di modificare l’ambiente in base alle esigenze del momento. L’importante è che nulla sia statico, ma che lo spazio possa riflettere l’evoluzione della società e dei suoi modi di lavorare.

Importanza deve essere data anche all’archiviazione. Anche quando le postazioni non sono fisse, ciascuno deve avere la possibilità di riporre e organizzare i propri oggetti di lavoro in modo semplice e ordinato.

Lo stesso vale per il comfort acustico: pannelli e soluzioni fonoassorbenti possono ridurre il rumore in ufficio, una delle principali fonti di distrazione soprattutto negli spazi condivisi.

Oltre agli spazi dedicati al lavoro, gli uffici contemporanei devono prevedere anche aree dedicate all’intrattenimento e al benessere dei dipendenti, come aree break e, dove possibile, stanze relax che favoriscano il divertimento, la condivisione e il contatto tra colleghi.

L’ufficio di oggi deve partire dall’essere umano e non dall’azienda. Solo in questo modo sarà possibile convincere le persone a tornare in ufficio: non perché devono, ma perché trovano al suo interno qualcosa che a casa non possono avere.

Uno spazio progettato per lavorare meglio, stare bene e incontrarsi. Uno spazio che, semplicemente, vale la pena scegliere.